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MODUGNO Regione - Cenni Storici - Testimonianze Modugno occupa quella zona della regione pugliese definita Terra di Bari ed, in particolare, una pianura interna che sale impercettibilmente sul primo gradino del rialzo murgiano, ad una decina di km. a sud ovest del capoluogo, ad un'altezza di ca. 80 m. sul livello del mare. E' inserita in una cintura di località comprese tra i Comuni di Binetto, Bitetto, Grumo, Sannicandro, Toritto e Palo, apparentemente legati solo dalla contiguità geografica e, invece, segnati dalla millenaria coltivazione dell'olivo e dalla persistenza di monumenti fortificati, che palesano la peculiarità di questa porzione di territorio. Da tempo immemorabile, infatti, essa è stata luogo di intersezione fra le grandi vie di comunicazione che correvano lungo la costa o la dorsale delle Murge e quelle che congiungevano le coste del Tirreno e dell'Adriatico. Come il resto della Puglia, che per la sua posizione geografica e per la sua conformazione morfologica, è sempre stata un ponte naturale proteso nel Mediterraneo orientale, anche Modugno è stato teatro di grandi spostamenti di massa alla ricerca di luoghi per sfuggire alle carestie, guerre o lotte intestine, alla smania di conquistatori, tappa di viaggio verso luoghi sacri e centri commerciali ricchi. Oggi è una cittadina di ca. 33000 abitanti, di cui circa 4000 residenti nel borgo del quartiere residenziale CEP o S. Paolo di Bari, situato nella contrada S. Cecilia, che appartiene al territorio modugnese.La città è cresciuta in questi ultimi anni con una rapidità quasi impressionante per l'afflusso di forestieri insediatisi, soprattutto per ragioni di lavoro nella zona industriale. La sua espansione è stata perciò caotica e senza alcun piano coordinatore, con la creazione di nuovi quartieri lontani dalla stessa periferia del paese. La configurazione perciò della pianta intorno al vecchio agglomerato è a chiazze, per lo più, lungo le principali strade, con larghi vuoti tra i vari quartieri. La topografia del paese presenta un centro storico, i quartieri ottocenteschi, sviluppatisi fuori le vecchie mura, la cerchia moderna del ventennio post-bellico e le ultime protuberanze di questi anni.
Regione - Cenni Storici - Testimonianze Il territorio di Modugno ha avuto un'antichissima e costante frequentazione umana. Negli ultimi anni il ritrovamento archeologico di un villaggio neolitico nei pressi del Casale di Balsignano, documenta la presenza dell'uomo sin dal quinto millennio a.C., mentre i resti della necropoli peuceta, scoperta agli inizi del 900 e poi divorata dal cemento, riconducono al VII sec. a.C., e le tracce della via Appia e della Minucio-Traiana al periodo romano. L'originario nucleo del paese è rintracciabile ancora oggi in quella zona del centro storico dove sorge la "Motta", altura lungo la via Minucio-Traiana tra Bari e Bitonto (attuale Corso Vittorio Emanuele), dove sarebbe sorto nel VII sec. il "Pagus Metugenus", al riparo di una torre longobarda o bizantina, quindi una sorta di fortezza o presidio militare per difendersi dalle incursioni saracene. Probabilmente distrutto nel IX sec. proprio a causa di una di queste, "Medunium" ricompare nei documenti dell'XI sec. come "locus in pertinentia Bari" o casale o castrum (luogo fortificato). Questa volta si tratta di un vero e proprio borgo che si estende più ad ovest rispetto al preesistente castello Motta e raccoglie attorno a se le piccole comunità sparse nel circondario. Secondo un'antica tradizione orale, invece, sembra che, attorno all'anno Mille, Modugno si estendesse nella zona dove sorgeva la più antica chiesa parrocchiale del paese, situata a sud est verso Bitritto, dedicata all'Assunta e denominata comunemente S. Maria di Modugno ( VIII-IX sec.), di cui oggi esistono ancora i ruderi. Solo successivamente, dopo la sua distruzione, il nuovo abitato sarebbe stato ricostruito intorno al Castello Motta. Sul significato del nome sono state avanzate diverse congetture, nessuna delle quali ha un fondamento documentabile: quella più probante fa derivare Modugno da "in medio", in quanto sito a meta strada tra Bari e Bitonto. Dopo essere, quindi, risorta sotto i Bizantini, Modugno va soggetta poi alle vicende delle varie dominazioni che si sono susseguite nel Regno di Napoli: Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Austriaci fino al regno indipendente dei Borboni, con la parentesi dei Napoleonidi, e quindi al regno italico dei Savoia. Con un privilegio di Federico II del 1212, Modugno diventa feudo degli arcivescovi di Bari e gode, pertanto, di una condizione economica privilegiata, in quanto è esonerata dal pagamento di contribuzioni e forniture di armati alle dinastie regnanti fino almeno al 1386, quando subentrano una serie di altri feudatari laici. Sotto l'ultimo arcivescovo feudatario Bartolomeo Carafa (1349) la cittadina è teatro di scontri tra le opposte fazioni dei due rami dinastici angioino e ungherese, che si contendono il Regno di Napoli, ed è in questa occasione che si provvede alla costruzione delle mura anche intorno al borgo. Nel 1463 Modugno conosce un breve periodo di libertà demaniale con il re Ferdinando I d'Aragona, ma costui l'anno successivo la concede insieme a Bari e a Palo in ducato agli Sforza di Milano, che dopotutto la governano con saggezza, soprattutto le duchesse Isabella d'Aragona e la figlia Bona Sforza (1501-1557). Proprio sotto Isabella, quando Francia e Spagna si disputano in Puglia il regno meridionale e la lotta si sposta in Terra di Bari, il paese accoglie i superstiti abitanti del vicino Casale di Balsignano, distrutto dalle truppe mercenarie dei capitani di ventura. Grazie a questo incremento demografico e alla presenza sul territorio di mercanti genovesi, veneziani, lombardi e fiorentini, il paese si allarga ulteriormente. In particolare, la favorevole congiuntura, determinata dall'aumento del prezzo dell'olio, principale risorsa del paese, e il concentrarsi dei commerci sulla piazza di Bari, favoriscono l'arricchimento dei Modugnesi proprietari o conduttori di oliveti, mentre le famiglie più nobili e ricche reimpiegano i capitali edificando chiese e palazzi, gareggiando tra loro e con i paesi vicini, per rendere la città più bella. Anche sotto gli Spagnoli (1503-1707) e i Borboni (1734-1788) Modugno si avvale di certe prerogative in virtù del suo status di città regia, che la libera dal servaggio feudale e le consente di ottenere esenzioni fiscali ed una certa autonomia soprattutto economica. Forti di questa condizione, i cittadini modugnesi nel tempo acquistano un certo spirito di fierezza e d'indipendenza, che si manifesta almeno in tre episodi, quando riescono a riscattare la loro terra venduta, prima, dallo spagnolo Filippo II (1582), poi da Carlo III di Borbone (1738) ad altri feudatari, e quando riescono ad opporre una strenua resistenza all'assedio dei Sanfedisti carbonaresi, che volevano espugnarla per aver aderito alla Repubblica partenopea del 1799. Così riescono a conservare la loro libertà fino alla definitiva abolizione del feudalesimo, avvenuta con Napoleone. E proprio per questo che Modugno sceglie come emblema del proprio stemma il cardo selvatico, pianta resistente, che non si lascia soffocare dalle altre e capace di rispuntare anche dopo che i campi siano stati arsi o distrutti.
Regione - Cenni Storici - Testimonianze Il casale medievale fortificato di Balsignano A chi si inoltra per la provinciale Modugno-Bitritto, a circa tre km., si presentano i resti di questa piccola borgata fortificata. Le sue prime testimonianze risalgono al 962, quando in una pergamena viene fatta menzione di un castello in "loco Basiliano". Il suo nome potrebbe derivare da uno dei primi possidenti "Basilius" o da "Basiliani", monaci greci di S. Basilio che avrebbero costruito un convento in quel territorio. Collocata in una posizione favorevole nei pressi di un antico asse viario romano che collegava Bitonto a Ceglie e quindi a Bari, si pensa che inizialmente sia stata sede di una comunità dalmata sotto il Catapanato bizantino. In seguito donata dai Normanni (1092) all'Abbazia benedettina di Aversa, a cui avrebbero fatto seguito, dal XIII sec. in poi, una lunga serie di feudatari, forse è andata distrutta nel 1528 durante il conflitto tra Spagna e Francia, per la spartizione del Regno di Napoli. I suoi abitanti si sarebbero rifugiati nella vicina Modugno. Attualmente di questo insediamento, abbandonato ad un progressivo degrado, si possono apprezzare, all'interno di un recinto murario, i resti del castello, del quale si conserva ancora quasi l'intera struttura perimetrale, con due torri semidiroccate. Nella sua corte è presente una chiesetta intitolata a S. Maria di Costantinopoli del XIV sec., dalla pianta irregolare, esito di diversi rimaneggiamenti, di cui rimangono ancora tracce di affreschi di stile bizantino, raffiguranti la stessa Madonna di Costantinopoli, il Cristo benedicente e diversi altri santi, probabilmente di scuola senese. Nella parte orientale dell'insediamento si possono ammirare i ruderi, invece, della chiesa di S. Felice in Balsignano dell'XI sec.(erroneamente chiamata in passato di S. Pietro), che ad unanime parere di molti studiosi italiani e stranieri, costituisce un piccolo gioiello di arte architettonica, perché è tra i primi esemplari di romanico-pugliese, del tipo di chiesa a cupola, in cui si fondono mirabilmente elementi occidentali, bizantini e arabi. |